Fascite plantare: dolore ad ogni passo

Francesca Vesco

8 Gennaio 2026

6 minuti

fascite plantare

La fascite plantare è una delle cause più comuni di dolore al tallone. È un’infiammazione di un tessuto fibroso e spesso, chiamato fascia plantare, che corre lungo la pianta del piede, dal tallone fino alla base delle dita. Questo tessuto funge da ammortizzatore naturale e supporta l’arco del piede, sostenendo l’intera struttura corporea.

​Anche se il nome può sembrare complesso, la fascite plantare è una condizione molto diffusa che colpisce persone di ogni età e stile di vita, dagli sportivi a chi sta in piedi per molte ore al giorno. Ma quali sono le cause e i sintomi di questa condizione?

​A CHE COSA SERVE LA FASCIA PLANTARE

​La fascia plantare è una struttura di tessuto connettivo densa e fibrosa che corre dal calcagno (l’osso del tallone) fino alla base delle dita dei piedi. La sua funzione principale è duplice: sostenere l’arco plantare e fungere da ammortizzatore.

​Durante la deambulazione, la fascia plantare si allunga e si contrae, assorbendo gli urti a ogni passo. Questo meccanismo dinamico è fondamentale per distribuire il peso corporeo in modo uniforme e proteggere le strutture ossee e articolari del piede. Quando questa fascia è sottoposta a eccessiva tensione o stress, possono svilupparsi piccole lesioni o infiammazioni, portando alla condizione conosciuta come fascite plantare.

​LE CAUSE DELLA FASCITE PLANTARE

​L’infiammazione della fascia plantare è spesso il risultato di un’eccessiva sollecitazione o stress ripetuto. Le cause possono essere molteplici e spesso sono una combinazione di più fattori:

  • Sovraccarico e attività fisica: sport che prevedono corsa o salti, come la maratona, il basket o la danza, possono esercitare una tensione eccessiva sulla fascia. Anche l’aumento improvviso dell’intensità o della durata dell’allenamento può scatenare l’infiammazione.
  • Anomalie del piede: le persone con piedi piatti (arco plantare basso o assente) o con arco plantare molto alto possono essere più predisposte alla fascite.
  • Calzature non adeguate: scarpe con un supporto plantare insufficiente, troppo usurate o con tacco troppo alto possono alterare la distribuzione del peso sul piede, mettendo sotto stress la fascia (ad esempio le infradito o le ciabattine utilizzate molto nei periodo estivo sono responsabili di molte infiammazioni).
  • Sovrappeso e obesità: l’eccesso di peso corporeo aumenta la pressione sul piede, rendendo la fascia plantare più vulnerabile a micro-traumi.
  • Stare in piedi per lunghi periodi: lavori che richiedono di stare in piedi per molte ore, come il commesso, il parrucchiere o l’operaio, possono contribuire allo sviluppo della condizione.
  • Invecchiamento: con l’avanzare dell’età, l’elasticità della fascia plantare tende a diminuire, rendendola più soggetta a lesioni.

​SINTOMI E DIAGNOSI

​Il sintomo più caratteristico della fascite plantare è un dolore acuto al tallone, spesso descritto come una sensazione di “pugnalata”. Questo dolore è tipicamente più intenso al mattino, con i primi passi dopo il risveglio, oppure dopo lunghi periodi di inattività, come stare seduti per molto tempo.

Il dolore può essere localizzato specificamente nel punto in cui la fascia si attacca all’osso del tallone. In molti casi, il dolore tende a diminuire con l’attività, per poi tornare più forte dopo il riposo. La diagnosi di solito si basa sulla storia clinica del paziente e sull’esame fisico, che include la palpazione del piede per individuare il punto preciso del dolore. Raramente sono necessari esami diagnostici più approfonditi come radiografia.

fascite plantare cure e trattamenti

​CURE E TRATTAMENTI

​Nella maggior parte dei casi, la fascite plantare si risolve con trattamenti conservativi. La chiave del successo è la pazienza e la costanza nel seguire le indicazioni. Le opzioni di trattamento più comuni includono:

  • Riposo: è fondamentale ridurre o interrompere le attività che scatenano il dolore per dare alla fascia il tempo di guarire.
  • Ghiaccio: applicare una borsa del ghiaccio sul tallone per 15-20 minuti, diverse volte al giorno, può aiutare a ridurre l’infiammazione e il dolore.
  • Terapia fisica: un fisioterapista può insegnare esercizi di stretching e rinforzo specifici per la fascia plantare e i muscoli del polpaccio.
  • Plantari e solette ortopediche: l’uso di plantari personalizzati o solette ammortizzanti può fornire un supporto aggiuntivo all’arco del piede, distribuendo meglio la pressione e riducendo lo stress sulla fascia.
  • Farmaci: i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), possibilmente consigliati da personale sanitario,  possono essere utili per alleviare temporaneamente il dolore e l’infiammazione.

​In rari casi in cui il dolore persiste per molti mesi nonostante i trattamenti conservativi, il medico potrebbe considerare altre opzioni come iniezioni di corticosteroidi (da usare con cautela per il rischio di indebolimento dei tessuti) o, in casi estremi, l‘intervento chirurgico.

fascite plantare cosa fare

​ESERCIZI PER LA FASCITE PLANTARE

​Gli esercizi di stretching sono una componente cruciale del recupero. Ecco alcuni esempi semplici da fare a casa:

  • ​Stretching della fascia plantare: seduto con le gambe estese, avvolgi un asciugamano intorno alla pianta del piede e tira delicatamente le dita verso il tuo corpo. Mantieni la posizione per 30 secondi e ripeti 3-4 volte per piede.
  • ​Stretching del polpaccio: in piedi di fronte a un muro, appoggia le mani su di esso. Metti il piede interessato dietro l’altro, con il tallone a terra. Piega il ginocchio anteriore finché non senti una tensione al polpaccio. Mantieni la posizione per 30 secondi e ripeti.
  • Massaggio con la pallina: appoggia una pallina da tennis o una palla da golf sotto la pianta del piede e falla rotolare avanti e indietro, applicando una pressione moderata. Questo massaggia la fascia e aiuta a sciogliere le tensioni.

​PREVENZIONE

​La prevenzione è la migliore cura. Per ridurre il rischio di fascite plantare, è consigliabile:

  • ​Indossare scarpe adatte: scegli calzature che offrono un buon supporto all’arco plantare e un’adeguata ammortizzazione. Prima di comprare una scarpa provala e affidati, specie se sono scarpe che andrai ad utilizzare per corsa, trekking ecc.. a negozi che forniscono consulenza. Sapranno consigliarti il tipo di scarpa migliore al tuo tipo di appoggio. Evita scarpe usurate o troppo piatte (ad esempio ballerine ed infradito) specie se quel giorno sai che dovrai camminare per molto tempo e scegli sempre la calzatura idonea al tipo di attività che in quel giorno andrai a svolgere. Infine, se sei maratoneta, ricordati di cambiare scarpe non solo ai primi segni di usura ma anche quando il kilometraggio raggiunto è intorno ai 500-650km (alcuni esperti indicano come durata massima anche 800km, ma consiglio personale, tenderei a cambiarle un po’ prima)
  • Non esagerare con l’attività fisica: aumenta gradualmente l’intensità e la durata dei tuoi allenamenti.
  • Mantenere un peso sano: un peso corporeo nella norma riduce il carico sui piedi.
  • Fare stretching regolarmente: integra esercizi di stretching per i piedi e i polpacci nella tua routine quotidiana.

​La fascite plantare, se affrontata in modo tempestivo e con la giusta cura, può essere gestita con successo. Ascoltare il proprio corpo, non sottovalutare e agire ai primi segnali di dolore è il primo passo per un recupero efficace.

Francesca Vesco

Francesca Vesco

Amministratore e corsi Pilates

Co-fondatrice di Sistemha, laureata in Scienze Motorie e specializzata in Pilates e rieducazione motoria, Francesca unisce competenze manageriali e grande passione per il movimento. Dopo esperienze formative e professionali di alto livello, oggi guida l’attività del centro e conduce corsi Pilates con un approccio attento, tecnico e personalizzato.

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