Frattura alla clavicola: indicazioni e consigli utili

Francesca Vesco

3 Dicembre 2025

6 minuti

frattura clavicola

Un brutto scivolone in bicicletta, una caduta accidentale o un colpo diretto possono avere conseguenze spiacevoli, ma una delle più comuni è la frattura della clavicola. Questo osso, che collega il tronco all’arto superiore, è particolarmente esposto ai traumi e la sua rottura è una delle lesioni ossee più frequenti, specialmente tra bambini e giovani atleti. Ma cosa succede quando la clavicola si rompe? E quali sono i passi da seguire per una corretta guarigione?

Anatomia della clavicola

La clavicola è un osso lungo a forma di “S” situato orizzontalmente alla base del collo, uno a destra e uno a sinistra. Si connette allo sterno (la parte centrale del torace) da un lato e alla scapola (l’osso triangolare della spalla) dall’altro. Può essere suddivisa in tre parti: il corpo che è la parte centrale e funge da punto di inserzione per numerosi muscoli che svolgono azioni sul collo e sul torace (come ad esempio lo sternocleidomastoideo, il trapezio e il deltoide) e l’estremità sternale e acromiale che sono le parti finali.  La sua funzione principale è infatti di fornire un punto di appoggio all’arto superiore, permettendo alla spalla di avere un ampio raggio di movimento e proteggendo i vasi sanguigni e i nervi che passano sotto di essa. Le clavicole si differenziano leggermente tra quelle presente nell’uomo e nella donna: quelle dell’uomo sono più spesse e accentuate mentre quelle della donna più sottili e meno visibili. Data la sua posizione e il suo spessore relativamente ridotto, è uno degli ossi più facili da fratturare in caso di trauma diretto o indiretto.

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Tipologie di frattura della clavicola

Data la sua posizione più esposta, le fratture della clavicola sono spesso causate da colpi diretti e possono avvenire a seguito di cadute. Sono molto comuni, ad esempio, nelle cadute in bicicletta dove spesso si atterra con il braccio teso oppure a seguito di un a contrasto violento che può verificarsi in sport da contatto come il rugby. Le fratture della clavicola non sono tutte uguali. Generalmente, si distinguono in tre categorie principali a seconda del punto in cui avviene la rottura:

  • Frattura del terzo medio: È la tipologia più comune (circa l’80% dei casi). Avviene nella parte centrale dell’osso.
  • Frattura del terzo laterale: Riguarda l’estremità più esterna, quella più vicina alla spalla. Spesso coinvolge i legamenti che stabilizzano la clavicola.
  • Frattura del terzo mediale: È la più rara e si verifica all’estremità vicina allo sterno.

La gravità della frattura dipende anche dal tipo di spostamento dei frammenti ossei: se l’osso è semplicemente incrinato (frattura composta) o se i frammenti sono disallineati (frattura scomposta). In genere nelle fratture composte non è necessario nessun intervento ma la guarigione avviene spontaneamente , mentre nel caso delle fratture scomposte l’intervento chirurgico è quasi obbligatorio.

Sintomi e diagnosi

Subito dopo la caduta o l’impatto, i sintomi sono evidenti e non lasciano spazio a dubbi:

  • Dolore acuto e intenso nella zona della clavicola, che peggiora con il movimento del braccio.
  • Impossibilità o grande difficoltà ad alzare il braccio
  • Gonfiore e lividi sull’area della spalla.
  • Deformità visibile (la spalla potrebbe apparire “abbassata” o “pendente”).
  • Sensazione di scricchiolio o crepitio durante il movimento.

La diagnosi è solitamente confermata da una radiografia, che permette di visualizzare la frattura, la sua posizione e il grado di spostamento.

Cosa fare subito dopo il trauma

La prima cosa da fare è immobilizzare la spalla e il braccio. L’uso di un bendaggio a tracolla è fondamentale per ridurre il dolore e prevenire ulteriori danni. È consigliato anche applicare del ghiaccio (avvolto in un panno, mai a contatto diretto con la pelle) per 15-20 minuti per ridurre il gonfiore, lasciare poi del tempo senza e poi nel caso riapplicarlo a intervalli. La cosa più importante è non farsi prendere dal panico e recarsi il prima possibile al pronto soccorso o da un medico specialista per una valutazione e una diagnosi corretta.

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Trattamento conservativo vs. chirurgico

Come precedentemente spiegato, nella maggior parte dei casi (specialmente nelle fratture composte del terzo medio), si opta per un trattamento conservativo. Questo significa che la frattura guarirà da sola, grazie al bendaggio a tracolla che mantiene l’arto immobile e in posizione corretta per un periodo che va dalle 4 alle 8 settimane. È fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni del medico. L’intervento chirurgico è invece necessario in casi più rari, come fratture scomposte con un forte disallineamento dei frammenti ossei, fratture che coinvolgono vasi sanguigni o nervi, o quando i frammenti ossei rischiano di perforare la pelle. In questi casi, un chirurgo ortopedico riallinea l’osso e lo fissa con placche e viti, accelerando il processo di guarigione e recupero.

Il processo di riabilitazione

Indipendentemente dal tipo di trattamento, la riabilitazione è la chiave per un recupero completo. Dopo l’immobilizzazione iniziale, un fisioterapista aiuterà il paziente a recuperare gradualmente la mobilità della spalla e la forza muscolare che dopo un periodo più o meno lungo di immobilità fisiologicamente tende a ridursi ma è necessario un recupero totale sia in termini di mobilità che di forza. Si inizia con esercizi passivi, dove il braccio viene mosso da qualcun altro, per poi passare a esercizi attivi e, infine, a un progressivo rinforzo muscolare con l’inserimento progressivo di piccoli attrezzi come ad esempio elastici, piccoli pesi, palle. Non saltare le sedute di fisioterapia è fondamentale per evitare rigidità articolari o un recupero incompleto.

Consigli utili per la guarigione

  • Pazienza e riposo: La guarigione richiede tempo. Sforzare l’arto troppo presto può compromettere il recupero.
  • Alimentazione: Seguire una dieta ricca di calcio e vitamina D aiuta a rafforzare le ossa.
  • Esercizi leggeri: Anche durante il periodo di immobilizzazione, è utile muovere le dita e il polso per stimolare la circolazione ed evitare di mantenere l’arto abbassato, questo implica un aumento del gonfiore nella parte terminale del braccio.
  • Monitorare il dolore: Se il dolore persiste o peggiora, è sempre bene informare il proprio medico.

La frattura della clavicola, seppur dolorosa e fastidiosa, è una lesione che nella maggior parte dei casi si risolve completamente. Con la giusta diagnosi, il trattamento adeguato e un percorso di riabilitazione guidato, è possibile tornare a una vita normale e alle proprie attività sportive. L’importante è ascoltare il proprio corpo, affidarsi a professionisti competenti e, soprattutto, non avere fretta.

Francesca Vesco

Francesca Vesco

Amministratore e corsi Pilates

Co-fondatrice di Sistemha, laureata in Scienze Motorie e specializzata in Pilates e rieducazione motoria, Francesca unisce competenze manageriali e grande passione per il movimento. Dopo esperienze formative e professionali di alto livello, oggi guida l’attività del centro e conduce corsi Pilates con un approccio attento, tecnico e personalizzato.

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