Calo dell’attenzione: possiamo fare qualcosa?

Attività fisica, mindfulness e buone abitudini: strategie pratiche per ritrovare il focus.

Francesca Vesco

20 Ottobre 2025

6 minuti

calo dell'attenzione

Ti è mai capitato di iniziare a leggere un libro o di seguire una lezione e, dopo pochi minuti, ritrovarti a pensare a tutt’altro? La sensazione di non riuscire a concentrarsi è sempre più comune nella nostra società, bombardata costantemente da stimoli brevi, veloci, sempre più digitali con notifiche e richieste continue. La nostra capacità di mantenere l’attenzione, una risorsa preziosa per apprendere e svolgere compiti complessi, sembra essere sempre più fragile. Ma è una battaglia persa in partenza? Oppure possiamo fare qualcosa per allenare la nostra mente a restare “sul pezzo”? La risposta è sì, ma…

L’attenzione: cos’è e perché è importante

L’attenzione è la capacità di dirigere e mantenere la nostra consapevolezza su uno specifico stimolo, escludendo quelli irrilevanti. È un po’ come un riflettore che illumina una parte del nostro “palcoscenico mentale” per permetterci di agire, ragionare e memorizzare in modo efficace, togliendo energie a situazioni, oggetti, a compiti non primari o poco utili in quel momento. Esistono diverse forme di attenzione (selettiva, automatica, volontaria…), ma quella che ci interessa di più è la capacità di mantenere il focus su un compito per un periodo prolungato, senza cedere alle distrazioni.

Questo tipo di attenzione è fondamentale non solo per lo studio e il lavoro, ma anche per la nostra vita quotidiana, per essere presenti nelle conversazioni, per godere appieno delle nostre passioni e per prendere decisioni ponderate.

diversi tipi di attenzione

I diversi tipi di attenzione

Come precedentemente anticipato esistono diversi tipi di attenzione che utilizziamo:

  • Selettiva: è l’attenzione che ci permette di concentrarsi su uno stimolo specifico, deviando ed ignorando le distrazioni che provengono dall’ambiente circostante. Ad esempio, è quella che mettiamo in atto quando leggiamo un libro durante un viaggio in treno: il vociare e i discorsi degli altri passeggeri, il rumore del treno stesso viene ignorato dal nostro cervello;
  • Automatica: è l’attenzione che il nostro cervello mette in atto in modo involontario a stimoli inaspettati e potenzialmente pericolosi. Ad esempio, a seguito di un rumore molto forte il nostro corpo si mette subito in modalità di allerta girando la testa ed è pronto ad allontanarsi;
  • Volontaria: è quella che a differenza di quella precedente che avviene in modo involontario è l’attenzione che mettiamo in atto in modo consapevole. Ad esempio, è la concentrazione che poniamo nello svolgimento di un esame o di test;
  • Sostenuta: è l’attenzione prolungata, per un periodo di tempo lungo e non permette distrazioni. E’ quella che mettiamo in atto, ad esempio, alla guida di un mezzo o durante lo svolgimento di un esame;
  • Divisiva: è la capacità di porre l’attenzione su più compiti contemporaneamente ad esempio parlare e cucire, ascoltare musica e disegnare ecc..

La minaccia della distrazione digitale

Ogni volta che il nostro telefono emette un suono, la nostra attenzione viene deviata, creando una sorta di dipendenza dai “micro-intervalli” di distrazione. Questi continui cambi di focus non solo riducono la nostra produttività, ma allenano il nostro cervello a cercare la novità e la gratificazione istantanea, rendendo sempre più difficile la concentrazione su compiti che richiedono tempo e pazienza. La nostra mente si abitua a saltare da un’informazione all’altra, perdendo non solo la capacità di approfondire ma anche la capacità di mantenere attenzione per periodi prolungati (attenzione sostenuta) e questo, rischia di rendere i compiti, in cui è necessaria una certa dose di attenzione, tempo e concentrazione, impraticabili o ottenere risultati scadenti.

L’attività fisica come alleato

L’attività fisica può essere per la nostra attenzione un alleato insostituibile. Non si tratta solo di mantenere il corpo in salute: l’esercizio fisico ha un impatto diretto sul cervello. L’aumento del flusso sanguigno, il rilascio di endorfine e l’incremento di neurotrasmettitori come la dopamina migliorano le funzioni cognitive, inclusa la memoria e, soprattutto, l’attenzione.

Non è necessario diventare atleti professionisti: anche una camminata veloce di 30 minuti al giorno, una lezione di yoga o una sessione di pilates possono fare la differenza. Questi sport, in particolare, aiutano a sviluppare la consapevolezza del corpo e del respiro, che sono prerequisiti fondamentali per l’attenzione.

mindfullness

Benefici della meditazione e della mindfulness

Se l’attività fisica allena il corpo, la meditazione e la mindfulness sono vere e proprie palestre per la mente. La mindfulness, in particolare, consiste nel prestare attenzione al momento presente, senza giudizio. È un esercizio di consapevolezza che rafforza la nostra capacità di scegliere dove dirigere il nostro focus, invece di essere passivi di fronte alle distrazioni. Studi scientifici hanno dimostrato che la pratica regolare della meditazione può aumentare la densità della materia grigia nelle aree del cervello responsabili dell’attenzione e della concentrazione.

L’importanza del sonno

Anche il sonno non è un lusso, ma una necessità biologica: durante il sonno, il cervello consolida le informazioni apprese durante il giorno e si “ripulisce” dalle scorie metaboliche. La privazione del sonno, anche parziale, ha un effetto devastante sulla nostra capacità di concentrarci, di prendere decisioni e di gestire le emozioni. Assicurarsi 7-8 ore di sonno di qualità a notte è il primo passo per avere una mente lucida e attenta.

E non dimentichiamoci dell’alimentazione

Anche quello che mangiamo gioca un ruolo cruciale. Alimenti ricchi di omega-3, antiossidanti e vitamine del gruppo B nutrono il cervello e supportano le sue funzioni. Frutta secca, pesce azzurro, verdure a foglia verde e cereali integrali sono i nostri migliori alleati. Viceversa, un’alimentazione ricca di zuccheri raffinati e grassi saturi può portare a picchi glicemici che influenzano negativamente la nostra energia e, di conseguenza, la nostra attenzione.

Strumenti e strategie pratiche

Oltre all’esercizio fisico e a una corretta alimentazione, esistono strategie concrete per migliorare il focus:

  • Digital Detox: prova a disattivare le notifiche non essenziali e a definire orari specifici per controllare email e social media.
  • Lavora per periodi brevi e concentrati (ad esempio 25 minuti), seguiti da una pausa di 5 minuti. Questa tecnica aiuta a mantenere alta la concentrazione e a prevenire il burnout.
  • Single-tasking: cerca di fare una cosa alla volta. Evita il multi-tasking, che non aumenta la produttività ma la riduce drasticamente.

Conclusioni

Il calo dell’attenzione non è una condanna ineluttabile ma è piuttosto un campanello d’allarme che ci invita a riconsiderare il nostro stile di vita e le nostre abitudini. Affiancando l’attività fisica a pratiche di consapevolezza, a un sonno ristoratore e a una sana alimentazione, possiamo allenare la nostra mente a essere più presente e a riprendere il controllo del nostro focus. La concentrazione è una competenza che, come ogni muscolo, può e deve essere allenata per migliorare il nostro benessere complessivo.

Francesca Vesco

Francesca Vesco

Amministratore e corsi Pilates

Co-fondatrice di Sistemha, laureata in Scienze Motorie e specializzata in Pilates e rieducazione motoria, Francesca unisce competenze manageriali e grande passione per il movimento. Dopo esperienze formative e professionali di alto livello, oggi guida l’attività del centro e conduce corsi Pilates con un approccio attento, tecnico e personalizzato.

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