Il nostro corpo vive in equilibrio costante sia da fermo che in movimento, ma cosa permette al corpo di non cadere?
Per discutere della propriocezione, dobbiamo prima affrontare il concetto di equilibrio e definirlo come il processo attraverso il quale il corpo mantiene una stabilità costante. Questo processo non coinvolge solo l’adattamento alla forza di gravità per mantenere la postura, ma richiede anche un costante flusso di informazioni sensoriali provenienti dai vari sistemi coinvolti nella percezione.
Nella vita di tutti i giorni, il nostro corpo si trova costantemente in situazioni statiche o dinamiche in cui deve interagire con vari fattori che influenzano le nostre posture, atteggiamenti e movimenti.
L’equilibrio del corpo
Distinguiamo due tipi di equilibrio:
- Equilibrio statico: ovvero la capacità del corpo o di un suo segmento corporeo di mantenere una posizione statica;
- Equilibrio dinamico: o definita anche la capacità di mantenere, durante la gestualità e le traslocazioni, i segmenti corporei in una condizione di stabilità;
Per mettere l’equilibrio in relazione alla forza di gravità bisogna porre un‘attenzione particolare alla condizione fisica fondamentale e in particolare alla proiezione a terra del suo baricentro il quale deve cadere sempre all’interno del poligono di appoggio.
Da un punto di vista teorico si possono identificare anche delle componenti neurofisiologiche che possono intervenire per regolare l’equilibrio e sono:
- Analizzatore vestibolare: localizzata nell’orecchio interno ed è composto da una struttura che in sequenza rileva la posizione del capo rispetto all’asse delle spalle e informa sugli improvvisi cambi di direzione del corpo, per prevenire la perdita di equilibrio.
- Analizzatore tattile: informa attraverso le vie della sensibilità somatica, il sistema nervoso centrale sulla distribuzione del peso del corpo sugli appoggi a terra e sulla variazione della superfice
- Analizzatore cinestesico: si identifica come una parte ancora più dettagliata presente all’interno del nostro corpo in particolare si riferisce a dei recettori (fusi neuromuscolari o gli organi di Golgi) i quali hanno il compito di informare il sistema nervoso sulle possibili variazioni di contrazione e di stiramento provocate da una situazione di sbilanciamento ed eventuale attività riflessa di aggiustamento.
- Analizzatore visivo: Il ruolo di questo analizzatore è doppio poiché ci permette da un lato di consentire l’anticipazione e prevenire, attraverso le informazioni condotte dal sistema visivo focale, operando aggiustamenti consci e volontari, dall’altra parte di attivare compensazioni posturali velocissime che avvengono con un tempo di latenza inferiore ai 100 millisecondi.

L’ equilibrio si può migliorare?
Essendo una capacità coordinativa, per procedere con il miglioramento dell’equilibrio, si deve procedere con esercizi analitici o globali attraverso il quale si cerca di stimolare il processo di aggiustamento che deve tendere ad evolversi e ad automatizzarsi in piccoli aggiustamenti involontari e/o volontari.
Per svolgere ciò si deve intervenire con delle strategie di miglioramento che possono essere attivate con diverse situazioni motorie:
- Riduzione della superficie su cui il corpo appoggia;
- Riduzione delle parti del corpo che appoggiano;
- Instabilità della base di appoggio;
- Variazione volontaria nell’allineamento dei segmenti corporei;
- Preclusione o riduzione totale della vista
- Combinazione di tutti questi fattori

Che cos’è la propriocezione?
La propriocezione invece, nota anche come cinestesia (kinesthesia o kinaesthesia), potrebbe essere definita semplicemente come: “la percezione del movimento, delle forze e della posizione del corpo nello spazio”.
Equilibrio, propriocezione e postura sono collegati tra loro poiché il sistemo di propriocezione ha il compito di fornire informazioni alle aree periferiche e al SNC il quale regola l’equilibrio e corregge la postura:
- Mantenere la posizione eretta;
- Lottare contro la gravità terrestre;
- Opporsi alle forze esterne del corpo umano;
- Garantire l’equilibrio statico e dinamico;
- Posizionare nello spazio-tempo l’essere umano.
Il sistema propriocettivo ha il compito di assorbire tramite i meccanocettori e specifici recettori articolari le informazioni che a sua volta vengono trasmesse e tramite le fibre nervose al midollo spinale e alla corteccia cerebrale. Il suo ruolo si riassume come coordinatore dei movimenti, i quali, garantiscono una precisa percezione spaziale sia a livello conscio sia a livello inconscio al fine di corregge la postura e adattarla nello spazio che la circonda.
Quali sono i recettori della propriocezione?
La propriocezione è il sistema attraverso il quale il nostro organismo rileva e interpreta la posizione, il movimento e la forza applicata alle sue parti. Questo processo coinvolge particolari sensori noti come propriocettori, i quali sono situati nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni.
Le informazioni generate da questi vari tipi di propriocettori vengono trasmesse al sistema nervoso centrale dove sono integrate con segnali provenienti da altri sistemi sensoriali, come il visivo e il vestibolare. Questa integrazione multisensoriale consente al cervello di creare una rappresentazione dettagliata della postura, del movimento e delle forze applicate, contribuendo così a coordinare in modo preciso le attività motorie e a mantenere l’equilibrio corporeo.
Conclusioni
Quando si cammina su un terreno sconnesso e magari si inciampa, il nostro corpo mette in atto una risposta rapida e necessaria per evitare di cadere. Tutti in nostri recettori sensoriali vengono attivati e la risposta messa in atto dal nostro sistema centrale svolge un ruolo estremamente importante per effettuare una esecuzione non solo rapida ma anche inconscia dei nostri arti per fare in modo che il nostro corpo recuperi l’equilibrio necessario. Il nostro corpo è una macchina di una complessità enorme che dobbiamo costantemente tenere in movimento per mantenere rapide questo tipo di risposte in modo da evitare il più possibile di incorrere in infortuni.
Articolo scritto da Matteo Ferrari e Matteo Modoni laureando in scienze motorie della Cattolica.