logo

Dubbi, domande, curiosità?
Non esitare a chiedere!

+39 02 96709100 Via P. Togliatti, 27 - 21047 Saronno (VA) Via G. Parini, 1 - 21047 Saronno (VA) Scrivici un messaggio
Seguici
Image Alt

MAL DI SCHIENA: IMPARA A RICONOSCERLO

  /  Notizie   /  MAL DI SCHIENA: IMPARA A RICONOSCERLO
Tempo di lettura medio: 9 minuti

La scorsa settimana, venerdì 5 aprile, abbiamo avuto il piacere di ospitare nelle nostre consuete serate informative Roberto Morosi, fisioterapista ed osteopata, nonché socio della Palestra Sistemha, conosciuto nel territorio e non solo, per essere un professionista di grandissima esperienza e preparazione.

Durante la serata ha parlato di un tema che, purtroppo, la maggior parte delle persone hanno conosciuto almeno una volta nella vita: il mal di schiena.

Il mal di schiena, o lombalgia, è infatti, insieme al raffreddore la ragione più comune di visita dal medico di base; secondo i dati forniti dal Ministero della Salute 8 persone su 10 ne soffrono almeno una volta nella vita, ogni anno il 15/45% degli adulti dichiara dolore alla zona lombare e per gli adulti di età inferiore ai 45 anni è la principale causa di invalidità.

Per capire le cause del perché così tante persone soffrono di mal di schiena è necessario prima conoscere come è fatta la nostra colonna vertebrale.

LA COLONNA VERTEBRALE

colonna vertebrale

La colonna vertebrale è una struttura formata da 33 vertebre intervallate da dischi intervertebrali. Le vertebre si dividono in 4 blocchi: cervicale formato da 7 vertebre, toracico composto da 12, lombare da 5 e la zona sacro-coccigea formata da 5 vertebre fuse tra di loro che formano l’osso Sacro e da quattro sempre fuse tra di loro che formano l’osso del Coccige.

Ogni vertebra è formata da un corpo vertebrale, da due processi trasversi posizionati lateralmente che servono come punti di ancoraggio per i muscoli, da un processo spinoso posteriore e da quattro faccette articolari che sono i punti di interfaccia tra le vertebre sovra e sottostanti; al centro è presente il forame vertebrale all’interno del quale passa il midollo spinale. Le vertebre per quanto hanno una struttura molto simile tra di loro cambiano di dimensione a seconda della zona in cui si trovano: quelle cervicali sono più piccole dal momento che il peso che devono sostenere è solo quello del capo e progressivamente aumentano fino a quelle lombari che sono quelle più grandi che hanno il compito di sostenere il maggior carico. Si può perciò dedurre che la funzione delle vertebre all’interno del nostro corpo è principalmente quella di sopportare il peso del corpo, di resistere alla compressione e al carico e, come precedentemente detto, di proteggere il midollo spinale che scorre all’interno.

Tra una vertebra e l’altra (da C2-C3 fino a L5-S1) sono presenti i dischi intervertebrali: ogni disco è formato da una parte centrale chiamata Nucleo Polposo formato da una sostanza gelatinosa composta da fibre di collagene, polisaccaridi e proteine, e da una parte esterna l’Annulus Fibroso formato da fibre di collagene poste in modo circolare. Anche i dischi, come le vertebre, aumentano di spessore a secondo della zona in cui si trovano: in quella cervicale hanno spessori di 3mm, in quello dorsale di 5mm e di 9mm in quello lombare. Il disco intervertebrale è un ammortizzatore naturale che ha il compito di attenuare le pressioni dei movimenti che vengono effettuati dalla colonna.

A completarne la struttura sono presenti i muscoli. Semplificando la struttura per una maggiore comprensione possiamo affermare che i muscoli della colonna sono tutti elementi pari (presenti sia a destra che a sinistra) e possono essere suddivisi in muscoli anteriori e posteriori. Questi gruppi possono essere ulteriormente suddivisi in strati superficiali, medi e profondi e molteplici sono i compiti che svolgono: contribuiscono al movimento delle spalle, degli arti superiori, della testa e del collo, permettono movimenti di estensione, flessione e rotazione della colonna vertebrale, aiutano il processo di respirazione e hanno l’importante funzione di stabilizzatori necessari per la postura del corpo.

zona lombare

MA PERCHE’ SI SOFFRE DI LOMBALGIA?

L’evoluzione dell’essere umano ha fatto sì che la nostra colonna vertebrale, per permetterci di poter mantenere la stazione eretta, abbia una conformazione a tre curve, (lordosi nella zona cervicale, cifosi in quella dorsale e lordosi in quella lombare), che consente la sopportazione di carichi notevoli (fatto che sarebbe impossibile se la colonna fosse completamente diritta). Il tratto lombare, tuttavia, è la parte in cui vengono esercitate le più alte pressioni (motivo per cui sia le vertebre che i dischi lombari hanno dimensioni maggiori) sia perché la gravità agisce dall’alto verso il basso, sia perché è una zona particolarmente flessibile in quanto consente al nostro corpo di effettuare torsioni e piegamenti. Nella stazione eretta, ma anche nei movimenti del cammino, del sollevamento pesi o della corsa la parte lombare viene costantemente coinvolta. I dischi lombari anche se hanno la capacità di deformarsi durante i movimenti per poi recuperare successivamente la loro dimensione originaria, se vengono sottoposti a carichi eccessivi sviluppano con il passare del tempo dei processi degenerativi che determinano la comparsa di dolore.

LE CAUSE DEL DOLORE

La lombalgia può essere classificata in: Acuta se la sofferenza ha un periodo inferiore alle 6 settimane, Sub-Acuta se il dolore si manifesta per un periodo compreso tra le 6 e le 12 settimane e Cronica quando il dolore è costante per un periodo superiore alle 12 settimane. I fattori di rischio possono essere molteplici come: posture errate e sollevamento pesi in modo errato, obesità e tabagismo, variabili psicologiche, condizioni genetica e scarsa massa muscolare.

Il dolore alla zona lombare può essere provocato da una o più di queste condizioni:

  • Discopatia e Protusioni;
  • Dolore a faccetta articolare;
  • Disco intervertebrale;
  • Ernia ed Ernia espulsa migrata;
  • Problemi Neuromuscolari;
  • Problemi Muscolari;
  • Problemi Viscerali;
  • Spondilolisi e Spondilolistesi;
  • Ipercifosi e Scoliosi;
  • Stenosi del Canale Midollare.

ernia del disco

Discopatia e Protusioni:

la discopatia o degenerazione discale è una condizione che avanza con l’aumentare dell’età ed è assolutamente fisiologica. Il nucleo polposo del disco si disidrata, diventa man mano più sottile e perde la sua funzione ammortizzatrice e ciò fa sì che le vertebre si avvicinano tra di loro. Nella fase di protusione invece il disco che è compreso tra le vertebre viene schiacciato e fuoriesce leggermente dalla sua sede. Questa fuoriuscita può avvenire in diverse zone e può andare a disturbare i legamenti posteriori o i forami di passaggio dei nervi determinando una serie di fastidi. Il dolore percepito è a fascia o a sbarra, bilaterale, diffuso e non puntiforme ed è percepito specie alla mattina, poi con il movimento la sintomatologia dolorosa migliora.

Dolore a faccetta articolare:

il 20/40% dei problemi lombari sono da attribuire ad un problema di faccetta, che come precedentemente spiegato, è la parte di contatto tra la vertebra inferiore e quella superiore e può capitare che si blocchi impedendo il normale scivolamento. Il dolore percepito è di tipo puntiforme, unilaterale e può avere la dimensione di una moneta, la mattina il dolore è sopportabile ma con il carico della giornata la situazione peggiora. Spesso le persone con un dolore di questo tipo tengono il busto in posizione di lateroflessione.

Disco intervertebrale:

l’anulus fibroso, parte esterna del disco, se sottoposta ad eccessivo stress può riportare delle fissurazioni di dimensioni proporzionali all’intensità del dolore. 1/3 dell’anulus fibroso è innervato da terminazioni di nocicettori e quando il disco è in stato infiammatorio si percepisce dolore.

Ernia ed Ernia espulsa migrata:

prevede la fuoriuscita di una parte del nucleo polposo contenuto al centro del disco e la conseguente rottura dell’annulus fibroso. Il dolore riferito è legata alla compressione dell’ernia della radice nervosa e a seconda della radice nervosa compromessa la sintomatologia dolorosa irradiata a livello periferico dell’arto inferiore può essere differente e il nervo compromesso può dare deficit a livelli di: sensibilità, dolore e forza. Alla mattina la situazione è migliore, con il carico la sintomatologia peggiora.

Problemi neurodinamici:

le problematiche di questo tipo sono date da un cattivo scivolamento e scorrimento del nervo che risponde con dolore all’allungamento e alla palpazione. Il dolore riferito è di bruciore, filo che tiro, scossa e formicolio.

Problemi muscolari:

la colonna vertebrale, anche se sana, può avere una sintomatologia dolorosa a causa di problemi muscolari che condizionano il movimento e lo limitano.

Le problematiche muscolari più diffuse sono:

  • Contratture muscolari: il muscolo si contrae e non si rilassa ma rimane in spasmo. Il dolore è più diffuso;
  • Strappi: dolore dato da una lesione muscolare in cui le fibre sono strappate in percentuale variabile. Dolore localizzato nel punto di rottura delle fibre;
  • Trigger point: punto all’interno del muscolo che si attiva (per svariati motivi) quando viene schiacciato da un dolore muscolare lontano dal punto palpato.

Spondilolisi e Spondilolistesi:

la spondilolisi è un’Interruzione (taglio/lisi) della conformazione della vertebrale che può essere unilaterale o bilaterale e si può trasformare in listesi quando avviene uno scivolamento della vertebra superiore su quella inferiore rispetto alla normale fisiologia. Lo scivolamento o l’interruzione è visibile con un esame specialistico di tac.

Ipercifosi:

alterazione della curva dorsale in maniera amplificata. Dopo i 70° diventa chirurgia. Caratterizzato da grande rigidità dorsale che può dare sintomatologia dolorosa anche a livello cervicale e lombare a causa della postura scorretta.

Scoliosi:

Alterazione delle normali curve fisiologiche. Deviazione laterale. Sopra i 40° può essere chirurgico. Dolore è presente perché la colonna vertebrale lavora in maniera asimmetrica.

scoliosi

Stenosi del canale vertebrale:

la stenosi del canale è una condizione congenita data dal restringimento del canale vertebrale che va a comprimere il midollo e le radici nervose.

Il dolore è di tipo bilaterale (entrambi gli arti) e può impedire la normale deambulazione. Può dare crampi, rigidità e spasmi muscolari, può peggiorare con l’età e può essere operabile. Migliora con esercizi di retroversione.

Viscerale:

il dolore alla colonna può essere dato un problema viscerale che si irradia nella colonna dato principalmente da organi come reni ed intestino, ma per le donne può dipendere a causa anche della dismenorrea.

 

MA QUANDO SI HA MALE, COSA SI DEVE FARE?

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a professionisti del settore competenti in materia:

  • Ortopedici della colonna/Neurochirurghi/Fisiatri: sono coloro che sono deputati ad effettuare una valutazione e una diagnosi, indicare il piano terapeutico da seguire ed eventualmente l’intervento da effettuare;
  • Fisioterapisti/Osteopati: da interpellare in fase acuta. Terapia manuale;
  • Laureati in Scienze Motorie: per esercizio terapia.

Oggi, rispetto a qualche anno fa, anche in caso di dolore importante si cerca sempre di prediligere un trattamento di tipo conservativo che prevede la gestione della situazione con sedute di fisioterapia e/o osteopatia, esercizi di rinforzo della muscolatura e, se prescritti, l’utilizzo di farmaci antinfiammatori. Laddove la situazione è particolarmente dolorosa si può intervenire anche con trattamenti infiltrativi (ozono, cortisone locale, radiofrequenza) somministrati e consigliati esclusivamente dal Dottore Specialista e soltanto laddove la vita quotidiana è compromessa specie per la deambulazione allora viene valutato il trattamento chirurgico che possono essere diversi a seconda della causa del problema.

 

ESSENZIALE E’ PREVENIRE 

esercizi core stability

La ginnastica posturale ha un grandissimo ruolo sia in fase preventiva che in fase Sub-Acuta e Cronica perché comporta la tonificazione della muscolatura del Core, in particolare dei muscoli Trasverso e Multifido, che sono muscoli essenziali perché svolgono un lavoro di sostegno della colonna permettendo di ridurre i carichi sui dischi compromessi.

Anche la tonificazione dei Glueti, del Pavimento Pelvico, degli Erettori della colonna non è da sottovalutare perché aiuta il corpo ad avere una postura migliore, essenziale non solo nella prevenzione ma in caso di dolore aiuta migliorare la sintomatologia.

Anche inserire sedute di fisioterapia in modo scadenzato può aiutare chi soffre di mal di schiena a gestire la propria situazione evitando così momenti particolarmente dolorosi e invalidanti.