PREVENIAMO I TUMORI: IL RUOLO DELL’ATTIVITA’ SPORTIVA

Francesca Vesco

7 Febbraio 2025

7 minuti

In occasione della Giornata Mondiale contro il cancro, istituita il 4 febbraio, abbiamo ospitato nella nostra consueta serata informativa la Dott.ssa Elena Bossi, medico specialista in oncologia alla quale abbiamo chiesto di raccontarci e spiegarci il perché nella lotta contro il cancro la prevenzione e la diagnosi precoce sono così importanti e perché è essenziale partecipare ai programmi di screening.

La risposta è semplice: queste semplici raccomandazioni possono salvarci la vita, aumentando significativamente la possibilità di guarigione.

Che cos’è un tumore?

Con il termini tumore o cancro si indica una situazione in cui delle cellule (con una mutazione nel proprio DNA) proliferano all’interno dei normali organi in modo non controllato alterandone la struttura e il loro funzionamento: le cellule con tali mutazioni hanno un cattivo funzionamento e una crescita anormale e producono a loro volta sempre più cellule malate. Un tumore solido, infatti, diventa clinicamente evidenziabile solo quando il numero di cellule che lo compongono raggiungono il miliardo, motivo per cui, dalla nascita del tumore alla comparsa dei sintomi, può passare anche molto tempo.

Le mutazioni cellulari possono essere in alcuni casi presenti fin dalla nascita per cause non note, possono essere causate da virus, da stati infiammatori cronici e da ormoni prodotti dall’organismo ma possono anche svilupparsi per fattori esterni come fattori ambientali e stili di vita errati e, diversi studi, hanno evidenziato che i fattori ambientali e gli stili di vita sono i responsabili circa del 70/80% delle mutazioni e meno del 10% dei tumori sono dovuti esclusivamente alla presenza di geni difettosi. Gli scienziati hanno anche evidenziato che sia necessaria la presenza contemporanea di più mutazioni per dar luogo alla maggior parte dei tumori: questo significa che le mutazioni genetiche rendono più probabile la comparsa di un tumore ma i fattori di rischio giocano un ruolo essenziale nello sviluppo della malattia.

Nella lotta i tumori tre sono le fasi essenziali:

  • La prevenzione
  • La diagnosi tempestiva
  • La terapia appropriata.

La prevenzione

Nella lotta contro il cancro un ruolo importante la gioca la prevenzione, che può essere:

  • Primaria: con comportamenti da attuare per evitare per quanto possibile l’insorgere della malattia,
  • Secondaria: per la diagnosi precoce della malattia già in corso;
  • Terziaria: per ridurre la probabilità di recidive.

Lavorando sui fattori prevenibili, ovvero mettendo in atto una serie di comportamenti salutari, si è stimato che si potrebbero evitare fino al 40% circa delle diagnosi di tumore e fino al 50% delle morti di cancro, per questo motivo è stato redatto il Codice Europeo contro il Cancro, un documento pubblicato dalla Commissione Europea per informare i cittadini sui comportamenti da adottare (e da evitare) nella propria quotidianità per poter diminuire il rischio di sviluppare un tumore. Le indicazioni inserite sono:

  • Non Fumare (con particolare attenzione anche al fumo passivo che è in ugual modo dannoso per la salute);
  • Evitare il consumo di alcolici (specie lontano dai pasti);
  • Mantenere il peso nella norma per la propria costituzione;
  • Svolgere attività fisica quotidiana;
  • Consumare ogni giorno all’interno dei pasti verdura e frutta;
  • Evitare l’esposizione eccessiva al sole ed evitare scottature (specie nei bambini);
  • Consultare un medico se si nota dei cambiamenti nella forma, nel colore e nelle dimensioni dei nei;
  • Partecipare a programmi di vaccinazione in particolare contro l’epatite B e per le femmine, contro il papillomavirus;
  • Aderire e partecipare agli screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero, della mammella e del tumore al colon-retto.

Tutte queste indicazioni sono comportamenti preventivi che studi hanno dimostrato essere di essenziale importanza per poter diminuire i fattori di rischio per l’insorgenza del cancro; i fattori di rischio sono infatti di due tipi, quelli non modificabili come il sesso, l’età, il proprio assetto genetico su cui purtroppo non si possono attuare modifiche, e quelli modificabili, ovvero quella serie di comportamenti che possono in qualche modo incidere sulla comparsa o meno del cancro.

E’ stato dimostrato che l’obesità è ritenuta essere responsabile di molti tumori (39% dei tumori dell’utero, 37% dell’esofago, 25% del rene) e sebbene non esista una vera e propria dieta anticancro, per ridurre il rischio è importante mangiare sano con una dieta varia ed equilibrata ricca di frutta, verdura, legumi, alimenti ricchi di fibre e con l’assunzione limitata di carne rossa e di dolci. E’ indispensabile evitare l’aumento di peso e quindi associare a una dieta sana anche della regolare attività fisica; la sedentarietà infatti aumenta il rischio di tumore del 30% in particolare al seno e al colon retto. Il fumo, è un fattore di rischio significativo per vari tipi di tumore, in Europa si stima che circa l’80% dei casi di cancro al polmone sia dovuto al consumo di tabacco, ma è responsabile anche per tumori della cavità orale, della laringe, dell’esofago, dello stomaco, del pancreas e della mammella ed è stato dimostrato che per la nostra salute non è solo dannoso il fumo diretto ma anche quello passivo.

Fondamentale, come evidenziato dal Codice, è prestare attenzione ai nei: i melanomi, tumori della pelle, insorgono proprio sui nei. Risulta importantissimo evitare l’esposizione eccessiva al sole e proteggere la pelle con apposita crema da applicare almeno 30 minuti prima che avvenga l’esposizione per permettere alla pelle la sua completa assunzione e applicarla con un ingente strato da mettere ripetutamente durante la giornata. La profondità del melanoma è indicatore della sua pericolosità e non va in nessun caso sottovalutato: è importante perciò notare cambiamenti di nei, nel colore, nella forma e nella dimensione e controllare e far controllare con una mappatura i nei presenti sul corpo.

La diagnosi precoce

Scopo della prevenzione secondaria è quella di individuare lesioni precancerose e/o tumori in uno stadio molto precoce in modo che possa essere trattato nel modo più efficace possibile per avere un maggior numero di guarigioni e una riduzione del tasso di mortalità. Per poter individuare tali lesioni è fondamentale partecipare o effettuare screening regolari che sono esami condotti su parte della popolazione, quella più a rischio per fascia di età e/o sesso, su determinate malattie con lo scopo di individuare situazioni precursori prima che sintomi o disturbi facciano sospettare la presenza della malattia;  la mammografia è l’esame raccomandato nelle donne tra i 50 e i 69 anni (in alcune regioni, come la Lombardia, tale range è stato ampliato a partire dai 45 anni fino ai 74 anni) per il tumore al seno, mentre la ricerca di sangue occulto è consigliata per le persone tra i 50 e i 60 anni per il cancro al colon-retto.

Il tumore ad oggi non è un male incurabile, il tutto sta nella tempestività della diagnosi precoce e nella terapia applicata che deve essere appropriata. Ad oggi la percentuale di guarigione del cancro alla mammella è del 90%, del 75% al testicolo, del 65% al melanoma e del 50% del colon-retto per quanto ci sono ancora tumori di difficile guarigione come quello allo stomaco, al polmone e al pancreas.

Il Ruolo dell’attività fisica

L’attività fisica come precedentemente spiegato è fondamentale non solo in fase preventiva ma anche durante la malattia: esso agisce infatti su due piani, da un punto di vista psicologico , in quanto solleva il tono dell’umore, riduce il rischio di sviluppare ansia e depressione che spesso colpiscono i pazienti oncologici e dal punto di vista fisico, in quanto aiuta a ridurre il grasso corporeo, riduce picchi glicemici, riduce stati infiammatori, aiuta il tono muscolare e migliora la circolazione riducendo stati di osteoporosi e osteopenia. Purtroppo però anche se gli effetti positivi dell’esercizio fisico sono riconosciuti proprio come un trattamento farmacologico, solo una bassa percentuale di pazienti rispetta le linee guida per un movimento anche in fase di cura: solo il 22% nella fascia tra i 18 e i 40 anni e il 12% in pazienti di età superiore a 65 anni di età e questo è un peccato perché potrebbe portare numerosi benefici a coloro che stanno effettuando percorsi di terapia.

 

Francesca Vesco

Francesca Vesco

Amministratore e corsi Pilates

Co-fondatrice di Sistemha, laureata in Scienze Motorie e specializzata in Pilates e rieducazione motoria, Francesca unisce competenze manageriali e grande passione per il movimento. Dopo esperienze formative e professionali di alto livello, oggi guida l’attività del centro e conduce corsi Pilates con un approccio attento, tecnico e personalizzato.