IL DITO A SCATTO

Francesca Vesco

17 Luglio 2024

il dito a scatto

Aprire e chiudere le dita di una mano è un gesto che conosciamo e impariamo a fare da appena nasciamo: un bambino piccolo stringe immediatamente le dita della mamma appena le sente sul proprio palmo, ma questo gesto così naturale e che facciamo miliardi di volte nel corso della giornata anche senza rendercene conto può a volte risultare difficoltoso e doloroso.

E’ quello che succede quando soffriamo di dito a scatto.

ANATOMIA DELLE DITA

anatomia della mano

Le dita sono le estremità articolari della mano, ne possediamo cinque, in ordine: pollice, indice, medio, anulare e mignolo. Ognuna di esse è composta generalmente da tre falangi tranne il pollice che ne possiede due, in totale per mano sono 14. Il pollice è il primo dito ed è quello più grosso, il medio è quello più lungo, di lunghezza simile sono l’indice e l’anulare, mentre il mignolo è il dito più piccolo sia in termini di volume che di lunghezza.

Le falangi poste all’interno delle dita si collegano alle ossa della mano che sono i metacarpi: ogni prima falange si collega al metacarpo, dopodichè è presente una falange intermedia (tranne nel pollice) e per finire è presente la falange finale che è la terza.

Tra ogni osso della mano è presente un’articolazione che, come ogni articolazione presente nel nostro corpo, permette la mobilità dei segmenti ossei e come in tutte le altre sono presenti legamenti che rendono più stabile l’articolazione, tendini che sono i punti di congiungimento tra muscoli e ossa, vasi sanguigni e nervi.

I MOVIMENTI DELLA MANO

La mano è una parte del corpo estremamente complessa, dotata di un numero considerevole di muscoli, i quali permettono una grandissima libertà di movimento. Uno studio cinese (Liu Y, Jiang L, Liu H, Ming D. A Systematic Analysis of Hand Movement Functionality: Qualitative Classification and Quantitative Investigation of Hand Grasp Behavior) ha evidenziato che la presenza di braccio e di polso sovrastanti alla mano, contribuiscono ad aumentare i movimenti della stessa.

Se ci pensiamo un blocco di polso e di braccio come, per esempio un tutore o un gesso, determina una diminuzione dei movimenti della mano. Escludendo perciò l’influenza di polso e braccio, possiamo dire che la mano può compiere movimenti di flessione ed estensione, di circonduzione e di inclinazione laterale.

I MOVIMENTI DELLE DITA

Le dita della mano svolgono movimenti di flessione ed estensione: l’articolazione tra il metacarpo e la prima falange oltre ad avere movimenti di flessione ed estensione possiedono anche il movimento di lateralità.  Il pollice invece ha un maggior grado di movimento essendo ruotato di 90° rispetto alle altre dita della mano e questa sua particolarità consente di poter afferrare oggetti e perciò di poter svolgere movimenti opposizione e di adduzione.

I muscoli della mano destinati al pollice vengono denominati dell’eminenza tenar e ne fanno parte l’adduttore breve, l’opponente, il flessore breve e l’adduttore del pollice.. Vengono invece chiamati dell’eminenza ipotenar quei muscoli che controllano i movimenti del mignolo che sono: l’abduttore del mignolo, il flessore breve del mignolo e l’opponente del mignolo.

I muscoli iterossei palmari e dorsali e i muscoli lombricali sono invece i muscoli che si occupano del movimento centrale della mano. Come ogni muscolo presente nel nostro corpo esso si inserisce nell’osso tramite la terminazione tendinea, una struttura molto simile al legamento, che scorre dentro ad una guaina sinoviale che forma una sorta di canale dentro al quale scorre il tendine.

dita a scatto

 

IL DITO A SCATTO

Il dito a scatto è un’infiammazione del tendine che interessa i muscoli flessori delle dita, quelli che permettono di chiudere la mano e le dita. Come precedentemente spiegato i tendini scorrono all’interno di un canale, la guaina sinoviale, che ne permette lo scorrimento e permette al tendine di piegarsi e di estendersi (da qui i movimenti di flessione ed estensione).

Quando la guaina si infiamma, il canale si restringe e il tendine non riesce più a scorrere e ciò impedisce al dito di ritornare in posizione estesa dalla posizione di chiusura. Si chiama infatti dito a scatto perché il dito rimane bloccato nella posizione piegata e riesce ad estendersi, a scatto, solo in un secondo momento, il tutto accompagnato da dolore. A volte, nei casi più gravi, può capitare che il dito non riesce da solo a ritornare nella posizione esteso ma rimane bloccato e per poterlo raddrizzare bisogna intervenire aiutandosi con l’altra mano.

Il dito a scatto è un’infiammazione che colpisce generalmente il pollice e si riscontra maggiormente tra la popolazione di sesso femminile di età compresa tra i 40 e i 60 anni.

 

Nella prima fase della malattia si può provare dolore nei movimenti, ma tale situazione può peggiorare fino ad arrivare all’impossibilità di piegare ed estendere completamente il dito; proprio per tale motivo il dito a scatto è una patologia che incide in maniera negativa sulla qualità della vita e per cui è necessario un intervento tempestivo per cercare la risoluzione al problema.

COSA FARE

Come per ogni altra situazione di infiammazione tendinea è bene rivolgersi ad un medico, in questo caso può essere utile rivolgersi ad uno specialista della mano, il quale saprà effettuare una diagnosi accurata della situazione. Nelle fasi iniziale, il trattamento conservativo è sempre quello prediletto e quindi il mantenere l’articolazione a riposo con l’utilizzo di un tutore anche durante il riposo notturno può essere molto utile.

Anche effettuare impacchi con ghiaccio (non a contatto diretto con la pelle) e l’applicazione di creme può aiutare a sfiammare e a lenire il dolore. Nelle fasi più compromesse vi è anche la possibilità di effettuare infiltrazioni di cortisone o la possibilità di assumere farmaci antinfiammatori qualora il medico li indichi nel percorso di cura. Anche la ginnastica alle dita della mano può risultare utile ad alleviare il dolore: una serie di esercizi volti a migliorare la mobilità e l’elasticità del tendine possono risultare determinanti al fine d risolvere il problema.

Qualora invece il trattamento conservativo non porta effetti positivi potrebbe essere utile intervenire chirurgicamente: l’intervento può essere di release o liberazione del dito a scatto in cui si riporta il dito nella posizione normale, oppure di liberazione dei tendini dalle aderenze della guaina che ne rendono difficile il movimento.

Francesca Vesco

Francesca Vesco

Amministratore e corsi Pilates

Co-fondatrice di Sistemha, laureata in Scienze Motorie e specializzata in Pilates e rieducazione motoria, Francesca unisce competenze manageriali e grande passione per il movimento. Dopo esperienze formative e professionali di alto livello, oggi guida l’attività del centro e conduce corsi Pilates con un approccio attento, tecnico e personalizzato.

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