L’abbiamo sentito tante volte dire che l’uso del cellulare per il nostro corpo è dannoso, e anche se questa affermazione rientra oramai nella retorica possiamo affermare che è assolutamente vera.
L’utilizzo del cellulare in modo assiduo e per tempi prolungati ha e sta creando al nostro corpo degli atteggiamenti e scompensi posturali negativi che, con il passare del tempo (e dell’età), creano situazioni progressive e degenerative di dolore.
Ma procediamo per ordine.

CHI SOFFRE DI PIU’: LA CERVICALE
Il tratto cervicale è la parte che, quando abbiamo un telefono in mano, assume una posizione innaturale: ovvero un’eccessiva flessione verso il basso del capo con il mento vicino al petto, il collo sporto in avanti fuori dall’asse della colonna e le spalle chiuse protratte creano un’eccessiva cifosi del tratto toracico. Le vertebre che compongono il nostro collo si avvicinano diminuendo così lo spazio dei dischi intervertebrali (il tratto cervicale è formato da 7 vertebre intervallate da dischi intervertebrali dello spessore di circa 3mm. Il disco intervertebrale, che è un ammortizzatore naturale, ha il compito di attenuare le pressioni dei movimenti che vengono effettuati dalla colonna ma eccessivi stress, più il passare dell’età, hanno come conseguenza una progressiva degenerazione discale che determina inizialmente la perdita del disco della sua funzione ammortizzatrice).
Una postura sbagliata come quella della testa protratta per tanto tempo verso l’avanti (posizione che si assume con un telefono in mano, che è più basso rispetto all’asse della vista che invece dovrebbe essere parallelo) determina una diminuzione dello spessore dei dischi e una contrazione protratta da parte della muscolatura cervicale. Secondo gli studiosi del Spine Surgery and Rehabilitation Medicine di New York i gradi di inclinazione del collo in avanti portano a livello dei dischi dei carichi eccessivi e inimmaginabili: se l’inclinazione è pari a 60° equivale a portare un peso di 27kg a livello delle vertebre, se i gradi sono 45 il peso è di 22kg.
Mai nessuno porterebbe tali carichi sul collo volontariamente. Si può quindi capire da questi dati i disturbi che il tratto cervicale può sviluppare: discopatie con possibile fuoriuscite di ernie, il conseguente coinvolgimento delle radici nervose del tratto cervicale che possono andare in sofferenza, un’eccesiva contrazione della muscolatura, sono tutte situazioni che generano e portano dolore e sofferenza.
QUANDO LA FLESSIONE E’ LATERALE
Spesso capita che durante una conversazione telefonica per mantenere le mani libere il telefono viene tenuto tra orecchio e spalla, piegando il capo lateralmente e alzando la spalla dello stesso lato. Questa posizione è particolarmente deleteria se protratta per parecchio tempo perché crea un’eccessiva contrazione da parte della muscolatura del collo in particolare di trapezio e dei muscoli lunghi che contrandosi generano dolore e che possono causare anche episodi di emicrania.
MA ANCHE LE MANI
Anche le mani soffrono per il prolungato utilizzo di cellulare. Innanzitutto, le dimensioni dei nuovi smartphone, più grandi di quelli di un tempo, obbligano le dita della mano a rimanere in una posizione di apertura forzata e sempre in contrazione anche solo per prendere e tenere l’apparecchio sul palmo. Questa posizione in aggiunta ad un continuo digitare e far scorrere le dita sullo schermo può sovraccaricare in primis le dita. Il pollice, che è il dito che viene maggiormente utilizzato specie durante la digitazione, può sviluppare alla base dell’articolazione un processo inizialmente di infiammazione e di dolore che può poi sfociare in un problema più degenerativo che alla lunga può portare un processo artrosico; nel caso specifico del pollice si chiama rizoartrosi. Inoltre, anche l’infiammazione tendinea del muscolo abduttore lungo ed estensore breve del pollice, chiamata morbo di Quervain, può riproporsi in persone che sovraccaricano l’articolazione del pollice: dolore intenso alla base del pollice associato a gonfiore e limitazione nei movimenti di presa con successiva perdita di forza, indicano una situazione di sovraccarico tendineo.
SOVRACCARICO DEL GOMITO
Mantenere i gomiti flessi per avvicinare lo smartphone al volto crea a livello del nervo ulnare una compressione che sfocia in un formicolio all’anulare e al mignolo (4° e 5° dito della mano). Una ricerca pubblicata sulla rivista Clinical Neurophysiology dimostra che stare al telefono a lungo può alterare la trasmissione nervosa del braccio ma che questo nervo, in realtà, inizia a soffrire già a pochi minuti in cui il gomito rimane in questa posizione innaturale motivo per cui viene caldamente consigliato l’utilizzo di auricolari per cercare di ridurre al minimo questa componente di stress.
COSA FARE
A questo punto risulta essere necessario portare delle piccole ma utili modifiche nella vita di tutti i giorni:
- Utilizza lo smartphone ad un’altezza non eccessivamente bassa in modo da evitare la flessione e del collo in avanti. Sono consigliati l’utilizzo di alzate che consentono di mantenere lo sguardo all’orizzonte;
- Utilizza gli auricolari specie durante telefonate lunghe in modo da non piegare gomiti e polsi;
- Cerca di limitarne l’uso o di effettuare delle pause in modo da cambiare il più possibile posizione e da non sovraccaricare eccessivamente anche gli occhi;
- Effettua esercizi posturali di rinforzo e di stretching sia del collo che della zona toracica in modo da rendere la muscolatura sia forte ma anche elastica;
- Evita di utilizzare lo smartphone mentre cammini tale abitudine aumenta notevolmente il rischio di cadute e distorce l’attenzione dai pericoli della strada.