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EPICONDILITE, EPITROCLEITE, GOMITO DEL TENNISTA O DEL GOLFISTA?

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Tempo di lettura medio: 4 minuti

Spesso si sente parlare di gomito del tennista, gomito del golfista, di epitrocleite e di epicondilite ma a volte questi termini anche se si riferiscono tutti ad uno stato infiammatorio della stessa articolazione, quella del gomito, vengono utilizzati erroneamente. Facciamo un po’ di chiarezza.

IL GOMITO

Il gomito è quella articolazione (formata a sua volta da tre articolazioni) posta tra braccio e avambraccio, in cui si intende per braccio la parte prossimale dell’arto superiore ovvero la porzione tra l’articolazione della spalla e il gomito stesso, mentre per avambraccio la parte distale posta tra il gomito e il polso.

L’arto superiore è formato unicamente da tre ossa: l’omero, posto all’interno del braccio e il radio e l’ulna nella porzione dell’avambraccio.
anatomia gomito
L’articolazione del gomito, formata da tre indipendenti articolazioni ovvero tra omero e ulna, tra omero e radio e tra radio e ulna, permette i movimenti di flessione ed estensione del braccio e movimenti anche se di misura inferiore di rotazione interna (pronazione) e rotazione esterna (supinazione).

L’ osso dell’omero, che come precedentemente detto è l’unico osso presente nel braccio, a livello del gomito aumenta di dimensione, questo per fare in modo che possa avere contatto sia con il radio e l’ulna sottostante. In questa parte di osso si trovano la troclea e il capitello che permettono il contatto rispettivamente con l’ulna (per la troclea) e il radio (per il capitello). Immediatamente sopra alla troclea e al capitello ci sono gli epicondili che sono i punti di inserzione dei muscoli dell’avambraccio. I muscoli estensori e flessori si inseriscono a livello dell’osso tramite i tendini, i quali con ripetute sollecitazioni, possono infiammarsi e generare dolore  in tali punti.

GOMITO DEL TENNISTA

Iniziamo a dire che “Gomito del tennista” è un’espressione più gergale per indicare l’epicondilite, ovvero uno stato di infiammazione/degenerazione a carico della regione epicondilare, prossimale dell’omero che si trova all’interno dell’articolazione del gomito. I tendini estensori del braccio in particolare del polso e delle dita della mano, se sottoposti a stress eccessivi (come per esempio nel tennis, ma anche nelle mansioni lavorative ripetute che prevedono ad esempio il trasporto di pesi o forte stress negli arti superiori, ma non da dimenticare anche il continuo coinvolgimento di questi muscoli a chi lavora molte ore davanti ad un pc) possono provocare con il passare del tempo un forte ed intenso dolore nella regione laterale esterna del gomito.  Tale dolore, inizialmente localizzato, si manifesta durante i movimenti di estensione del polso e della mano, aumenta quando i movimenti vengono effettuati contro resistenza o con un carico ma, se tale sintomatologia non viene trattata, può persistere e ripresentarsi anche durante situazioni di riposo.
epicondilite

GOMITO DEL GOLFISTA

L’espressione “gomito del golfista” viene invece utilizzata per indicare un altro stato infiammatorio di muscoli che interessano sempre il gomito ma che si inseriscono sull’epitroclea, regione posizionata all’interno del gomito. Il termine più appropriato per indicare questo stato è epitrocleite. I muscoli flessori radiale del carpo, pronatore rotondo, palmare lungo e flessore ulnare del carpo che, come ci indica il loro nome, sono muscoli che permettono la flessione del polso e della mano, perciò in uno stato di infiammazione lo svolgimento di tali movimenti provoca dolore. L’epitrocleite si manifesta per via del gesto atletico specialmente nei giocatori di golf (da qui il termine “gomito del golfista”) ma non è difficile ritrovarla anche in addetti delle pulizie o in chi svolge lavori manuali particolarmente pesanti.

LA DIAGNOSI

Diagnosticare questo tipo di infiammazione è relativamente semplice: se lo specialista esercitando una pressione localizzata nel punto dell’epitroclea o dell’epicondilo produce dolore questo genera un sospetto che ci si può trovare di fronte ad uno stato infiammatorio. Il sospetto può essere confermato compiendo degli esami strumentali come l’ecografia che è l’esame utilizzato per osservare muscoli e tendini, oppure la radiografia se lo specialista ha sospetti sulla presenza di possibili calcificazioni.

trattamento epicondilite

 IL TRATTAMENTO

In fase acuta è necessario mantenere l’arto a riposo, eliminando tutte le situazioni di stress che possono incidere sull’articolazione coinvolta. Per questo motivo può essere utile l’utilizzo di un tutore che permette anche durante il giorno di non caricare eccessivamente il gomito. Il trattamento, perciò è di tipo conservativo e oltre al riposo può essere utile utilizzare antinfiammatori e terapie fisiche se prescritte da uno specialista che hanno lo scopo di migliorare la vascolarizzazione del tendine, ma anche abbinare sedute di fisioterapia ed esercizi di stretching che invece operano per migliorare l’elasticità. Se il dolore invece è persistente e ormai cronicizzato e come ultima possibilità risolutiva allora può essere vagliata l’ipotesi dell’intervento chirurgico.

 

LA PREVENZIONE

Per prevenire questi stati infiammatori è necessario ridurre al minimo quelli che sono i fattori di rischio come, per esempio, il sovraccarico durante l’attività sportiva e lavorativa e traumi diritti all’articolazione. Una buona pratica nell’attività lavorativa è cambiare spesso posizione e modalità del gesto di lavoro, mentre nell’attività sportiva, effettuare in fase di preparazione esercizi di rinforzo per il braccio ed avambraccio può risultare molto utile al fine di prevenire questi stati dolorosi. Ultima raccomandazione: mai sottovalutare i campanelli d’allarme, non andare a proseguire l’allenamento o il gesto anche se ciò provoca dolore con la speranza che possa con il tempo passare perché in realtà può solo peggiorare la situazione.