IL NUOTO È UNO SPORT COMPLETO?

Un’attività che allena ogni muscolo, migliora la resistenza e regala equilibrio.

Francesca Vesco

3 Luglio 2025

6 minuti

Nuoto sport completo

Chi è della generazione degli anni 70 e 80 (ma forse anche i più giovani) ha almeno una volta nella sua vita sentito dire la propria mamma “il nuoto è uno sport completo” e sulla base di questo mantra chi veniva portato in piscina imparava a nuotare “perché è utile” e “perché fa bene al corpo”. Ma le mamme avevano ragione?

La risposta è sì, ma…

E’ vero, il nuoto è considerato uno sport completo perché obbliga tutta la muscolatura del nostro corpo a muoversi distribuendo il movimento su tutto il corpo in modo (più o meno, a seconda degli stili praticati) omogeneo. La spinta in acqua avviene prevalentemente grazie all’utilizzo delle braccia combinata a quella degli arti inferiori che svolgono una funzione di bilanciamento e di propulsione, abbinata a quella del core. Tuttavia, bisogna fare delle doverose considerazioni e sfatare qualche mito.

Nuotare prevede saper svolgere diversi stili:

Stile libero, dorso, rana e lo stile a farfalla (o delfino). Ogni stile prevede una posizione diversa del corpo in acqua e questo per forza di cosa porta allo sviluppo, in quel particolare stile, di determinati muscoli.

  • Nello stile libero, ad esempio, il corpo si trova pronato nell’acqua e il movimento avviene grazie ad un’azione alternata degli arti superiori combinata a quello degli arti inferiori che portano supporto e propulsione
  • Nel dorso il corpo si trova esattamente nella posizione ribaltata ovvero supino nell’acqua con il movimento delle braccia che, anche se è alternato, è esattamente contrario rispetto allo stile libero.
  • Nella rana, il corpo è a pancia in giù e prevede un movimento combinato e sequenziale di braccia e di gambe in cui le braccia si allungano in avanti per poi allargarsi e richiamarle sotto al petto e le gambe svolgono un movimento di spinta e di raccolta che permette la maggiore propulsione.
  • La farfalla invece prevede un movimento ad onda del corpo con le gambe unite e un lavoro simmetrico di apertura delle braccia.

Anche per i meno esperti di movimento è facile quindi intuire che i quattro stili appena descritti prevedono attivazioni muscolari diverse e che, se non bilanciati, ma nel caso in cui si eseguisse un unico stile, l’attivazione muscolare del corpo non sarà più omogenea ma per forza di cose prevarrà lo sviluppo di determinati distretti muscolari rispetto ad altri.

nuovo post simmetrico

Il nuoto è uno sport simmetrico?

E’ vero, nuotare è una disciplina che prevede il movimento sia della parte superiore che inferiore del corpo a differenza di alcuni sport in cui è predominante l’utilizzo del distretto superiore (come per esempio nel canottaggio e nell’arrampicata) rispetto a quello inferiore.  Il ciclismo invece può essere un esempio in cui gli arti inferiori svolgono un lavoro maggiore rispetto a quelli superiore, o ad esempio la corsa. Nel nuoto questa distinzione netta tra distretti superiori ed inferiori non c’è. Così come non c’è una differenza tra utilizzo maggiore tra parte destra e sinistra del corpo, ma entrambi le lateralità vengono impegnate nella stessa misura in tutti e quattro gli stili.

Questo comporta e va riconosciuto al nuoto di essere uno sport che permette, specie a bambini e adolescenti, di sviluppare il corpo in modo omogeneo senza radicati compensi e squilibri muscolari e senza prediligere una lateralità rispetto all’altra.

assenza gravita nel nuoto

L’assenza di gravità nel nuoto: vantaggi e limiti

Una delle condizioni innegabili per quello che riguarda il nuoto è che i movimenti si svolgono in assenza di gravità condizione per la quale le articolazioni si ritrovano ad avere meno carico rispetto ad essere a terra. Questa condizione, tuttavia, può essere un vantaggio ma anche uno svantaggio.

Benefici riabilitativi dell’acqua

E’ di sicuro un vantaggio che può essere sfruttato durante programmi riabilitativi dopo traumi o interventi chirurgici perché consente alla persona di iniziare a muoversi senza sovraccaricare in maniera eccessiva l’articolazione e di iniziare a volgere dei primi esercizi di rinforzo muscolare. Andare in piscina può inoltre essere un grande aiuto anche per anziani e persone con osteoporosi in quanto l’ambiente acquatico permette anche di svolgere non solo i classici stili ma anche camminate, andature, movimenti ampi, piccoli circuiti ma svolgendoli in totale sicurezza.

Nuoto in gravidanza

Anche per le donne in gravidanza l’acqua è un alleato in quanto permette di potersi muovere senza caricare in maniera eccessiva la colonna in quanto il peso del grembo, specie nell’ultimo periodo della gravidanza, è in parte sostenuto dall’acqua e quindi allevia la pressione su articolazioni e ossa. Da non dimenticare poi lo stato di benessere che l’acqua in generale regala a chi piace questo tipo di attività.

I limiti dell’assenza di gravità: lo stimolo sullo scheletro

Tuttavia, va ricordato che proprio questa assenza di gravità che porta i suoi indubbi benefici non è però la condizione migliore per invece stimolare il tessuto scheletrico, ovvero le ossa. Diversi studi hanno infatti dimostrato che lo sviluppo scheletrico ovvero la formazione di nuove cellule è accentuata da stimoli di compressione e trazione, motivo per cui per un bambino o per un adolescente con vizi posturali il nuoto fa di sicuro bene ma bisogna abbinare anche altri tipi di ginnastiche svolte in stati di gravità proprio per favorire questo sviluppo.

L’importanza dell’attività a terra

Motivo per cui, anche per le persone con osteoporosi citate poco innanzi, in cui l’acqua offre il vantaggio della sicurezza, ma non giova alla stimolazione ossea e quindi anche per loro è necessario affiancare programmi di forza a terra. Inoltre, anche per quanto riguarda lo sviluppo della muscolatura è bene sempre affiancare un programma a terra per fare in modo che il corpo possa lavorare anche su distretti che meno vengono attivati in acqua come, per esempio, i muscoli stabilizzatori e posturali.

Nel nuoto possono esserci infortuni?

Si, anche nel nuoto possono esserci infortuni. Non ci sono infortuni da contatto, essendo uno sport individuale, e non ci sono traumi ma possono essere infortuni che dipendono dal sovraccarico di muscoli, tendini e articolazioni. A questo punto è doveroso fare una precisazione tra l’attività agonistica e l’attivista svolta di tipo non agonistico. Nella prima l’obiettivo degli allenamenti svolti è quello di prepararsi per poter svolgere competizioni e quindi i carichi di lavoro, la frequenza degli allenamenti e l’intensità saranno maggiori rispetto a chi svolge l’attività per divertimento e per movimento; i nuotatori infatti, dichiarano forti sovraccarichi muscolari e tendinei specie nel distretto delle spalle e della schiena. Nel secondo caso dove intensità, frequenza e carichi non sono eccessivi il rischio di incorrere in situazione di stress muscolare e tendineo è particolarmente basso.

Conclusioni

Il nuoto è per tutta la serie di fattori riassunti precedentemente uno sport che si può definire completo, che aiuta lo sviluppo sano di bambini e ragazzi ma andrebbe affiancato anche ad attività svolte a terra. Il nuoto è un’attività che può essere svolta anche in ambienti al di fuori della piscina, basti pensare al mare, e sapere nuotare bene diventa un fattore di sicurezza per i ragazzi che possono approcciarsi anche ad esperienze e discipline diverse in cui il saper nuotare è un prerequisito obbligatorio di base.

Francesca Vesco

Francesca Vesco

Amministratore e corsi Pilates

Co-fondatrice di Sistemha, laureata in Scienze Motorie e specializzata in Pilates e rieducazione motoria, Francesca unisce competenze manageriali e grande passione per il movimento. Dopo esperienze formative e professionali di alto livello, oggi guida l’attività del centro e conduce corsi Pilates con un approccio attento, tecnico e personalizzato.

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