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IL MONDO DEL PILATES

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Tempo di lettura medio: 8 minuti

L’evoluzione del metodo dalla sua nascita alla pratica di oggi.

Chi è Pilates?

Prima di addentrarci nella spiegazione di questa disciplina è bene sapere che il termine Pilates non è altro che il cognome del suo fondatore: Joseph Pilates, tedesco, nato in Germania nei pressi di Dusseldorf nel 1880.

La leggenda narra che da bambino era di salute cagionevole, soffriva di asma e rachitismo ma il desiderio e la volontà di superare tali disturbi lo portarono a studiare diverse forme di esercizi che spaziavano dalle discipline orientali a quelle occidentali e a praticare attività sportive come il body building, la ginnastica e le immersioni.

Nel 1912 si trasferì in Inghilterra dove lavorò come artista circense e allo scoppiare della Prima Guerra Mondiale fu internato insieme ad altri connazionali nell’isola di Mann; fu proprio in questa occasione che iniziò a insegnare il suo programma di esercizi a disabili e feriti, modificando i lettini dell’ospedale in attrezzi riabilitativi.

Dopo la guerra tornò in Germania per poi trasferirsi in America nel 1926, dove insieme a Clara, sua moglie, aprì il primo studio a New York.

cosa è il pilates

Divenne ben presto molto popolare specie nella comunità della danza: furono proprio i ballerini, profondi conoscitori del corpo umano, a riconoscere il valore del metodo da lui creato.

Un metodo di allenamento che presentava influenze del mondo dello Yoga, della Boxe e della ginnastica, con dei principi unici e profondamente all’avanguardia tant’è che ancora oggi viene proposto e praticato e riconosciuto come una disciplina unica nel suo genere.

Pilates, nel corso della sua esistenza, ha ideato più di 600 esercizi per i vari attrezzi da lui creati.

Morì nel 1967 a New York.

Alle fondamenta del metodo.

Il Pilates è un metodo mente-corpo-spirito ed è un sistema di esercizi con alla base principi guida di Concentrazione, Centratura, Controllo, Respirazione, Precisione e Fluidità di Movimento; singoli concetti non unici ma che hanno forza nel momento in cui vengono applicati insieme. Il segreto degli effetti positivi del Pilates risiede infatti nei suoi principi, non nei suoi esercizi o nell’attrezzatura; la differenza qualitativa di questo metodo risiede nell’approccio con cui si va a creare e a sviluppare praticamente una sequenza di esercizi.

A differenza di molti sport in cui vengono sviluppati aspetti fisici del movimento come la forza, la resistenza o la potenza, il Pilates si occupa anche di sviluppare consapevolezza ed equilibrio, stabilità e postura, il tutto mantenendo una fluidità di movimento che potrebbe essere tradotta in armonia e leggerezza.

pilates e controllo

I sei principi sono perciò la chiave per fare in modo che durante la pratica la mente ed il corpo collaborino, diventino un’unica entità che ha come obiettivo il benessere totale della persona.

Concentrazione: rappresenta il collegamento tra coscienza e movimento. Concentrarsi sulla posizione di partenza, piuttosto che sull’attivazione di un determinato muscolo consente di ottenere un movimento il più possibile preciso ed aumentare la propriocezione totale del corpo.

Centratura: è il punto “forza” del Pilates. Tutti i movimenti vengono da centro: ovvero la zona del corpo dove si colloca il nostro centro di gravità e il luogo dove si trova la Powerhouse. Tuttavia è un concetto che richiama anche diverse filosofie, per lo più orientali, in cui essere centrati significa unire mente, corpo e spirito.

Controllo: svolgere esercizi senza controllo significa non ottenere e raccogliere appieno i benefici dello svolgimento di tale pratica. E’ un principio che va sviluppato e coltivato: solo la pratica costante permette di coordinare e controllare ogni singolo aspetto.

Respirazione: il ritmo naturale del respiro aiuta ad aumentare la fluidità dell’esercizio e ne stabilisce il ritmo, stimola la concentrazione e aiuta ad attivare la muscolatura. Espirare completamente consente alla successiva fase di inspirazione di aumentare l’apporto di ossigeno alle cellule, di migliorare la circolazione e di espellere le tossine. E’ una dinamica che deve essere naturale e non ossessiva nello svolgimento in  modo da consentire di allentare lo stress e di favorire il rilassamento.

Precisione: nel Pilates non conta solamente quello che si fa, ma come si fa. Ogni movimento ha uno scopo e ogni suggerimento e correzione da parte dell’insegnante ha l’obiettivo di fare in modo che ogni esercizio abbia successo. Lavorare sulla precisione aiuta a rieducare schemi motori errati, a prevenire infortuni e migliorare l’allineamento corporeo.

Fluidità di movimento: svolgere movimenti fluidi significa essere leggeri, armonici e questo aiuta ad evitare che si creino punti di tensione durante lo svolgimento della pratica.

Il Pilates in pratica.

Spiegata la filosofia alla base di questa disciplina e quindi l’approccio sia mentale che fisico necessario alla pratica, il Pilates può essere svolto sia a corpo libero che con grandi attrezzi. Il programma Matwork (a corpo libero) rappresenta la base: una sequenza di esercizi, proposti con un criterio di progressiva gradualità, eseguiti su un materassino, con lo scopo di far lavorare tutto il corpo, in maniera continuativa, senza pause tra un esercizio e l’altro ma con transizioni che permettono di mantenere la fluidità del movimento dall’inizio alla fine del programma.

L’ Universal Reformer e la Cadillac rappresentano i grandi attrezzi del Pilates: il primo un lettino scorrevole dotato di molle, cinghie e carrucole che consente di allenare il corpo in modo completo sia nelle fasi eccentriche che concentriche di contrazione muscolare.

Il secondo, che per la forma ricorda un letto di ospedale, è un attrezzo definito tridimensionale: il repertorio prevede infatti esercizi sia in appoggio ma anche sospesi possibili grazie alla presenza di una struttura a baldacchino. Inoltre l’altezza e la stabilità della struttura rendono la Cadillac particolarmente gradita ad anziani e a persone con  difficoltà nello svolgimento di movimenti (come per esempio quello di andare a terra).

wunda chair pilates

A completare la gamma di attrezzi del mondo Pilates va nominata la Wunda Chair e la Barrel (con le sue varianti di High Barrel e Ladder Barrel): attrezzi più piccoli ma che offrono una grandissima possibilità di esercizi. La Wunda Chair che per design e nome ricorda una sedia dotata di molle consente di allenare la forza, la resistenza e l’equilibrio.

E’ un attrezzo che mette in luce scompensi e punti deboli ma ne costituisce anche il mezzo per risolverli. La Barrel che invece ricorda la forma di una botte, offre un ampio repertorio di esercizi di allungamento, sia attivi che passivi, della muscolatura dorsale, degli arti superiori e inferiori .

benefici del pilates

I benefici dati dalla pratica.

Alla pratica del Pilates vengono accreditati molti benefici:

–        sviluppa la forma fisica in ogni suo aspetto: forza, flessibilità, coordinazione, velocità e resistenza;

–        corregge postura ed allineamento;

–        aumenta la consapevolezza del proprio corpo;

–        promuove il rilassamento e il rilascio delle tensioni;

–        insegna la corretta attivazione muscolare;

–        mantiene in ottimo stato la struttura muscolare e scheletrica.

Gli esercizi e le serie di movimento create hanno lo scopo di simulare attività funzionali nel quale correggere allineamenti e posture e far lavorare la muscolatura in modo equilibrato.

La Powerhouse, precedentemente nominata, è quella zona corporea localizzata tra la parte inferiore della cassa toracica e il bacino composta dai muscoli addominali, in particolar modo dal trasverso dell’addome, dal muscolo multifido e dal pavimento pelvico fulcro centrale del movimento nel Pilates: la sua attivazione costante ha il compito di stabilizzare il bacino e il tronco e di creare un sistema interno di sostegno attivo non solo durante la pratica degli esercizi ma da riportare anche in tutte le  attività quotidiane.

evoluzione pilates

Dagli anni 20 ad oggi: l’evoluzione.

Durante la sua vita Joseph Pilates ha selezionato e addestrato personalmente i suoi istruttori che a loro volta hanno tramandato per lo più oralmente ad altri istruttori gli insegnamenti di Pilates ricevuti. Le prime scuole di formazione per istruttori sono nate intorno agli anni novanta e l’uso del nome Pilates è stato anche oggetto di una battaglia legale: il 19 ottobre 2000 la corte americana ha stabilito che il Pilates, al pari dello Yoga o del Karate, corrisponde ad una tipologia di esercizio e non ad un marchio.

Con la nascita di diverse scuole sono nati anche diversi approcci alla pratica: alcuni riproducono in maniera fedele le sequenze di esercizi da lui create (approccio classico) altri protocolli invece si ispirano ai principi, prevedono l’utilizzo dell’attrezzatura del Pilates ma hanno esercizi diversi da quelli originali.

Esistono poi protocolli di tipo riabilitativo, altri che si collocano nel mondo del fitness, altri ancora sono stati creati e adattati ad esigenze specifiche di categorie (es. ballerini, atleti, golfisti ecc), altri ancora prevedono l’uso di piccoli attrezzi. Anche l’attrezzatura originale da lui concepita ha nel corso degli anni subito studi e modifiche che hanno reso gli attrezzi più funzionali e specifici per le esigenze del nostro periodo storico.

Il metodo ideato da Joseph Pilates, seppur innovativo e avanguardistico, va capito e collocato nel contesto in cui è vissuto, alle abitudini e allo stile di vita presente in quegli anni: una situazione ben diversa da quella odierna dove l’inattività motoria, la sedentarietà e le problematiche posturali sono cambiate rispetto all’epoca.

Tuttavia, la profonda conoscenza della sequenza di esercizi originale, dell’attrezzatura da lui concepita e specialmente della sua filosofia deve essere alla base dell’utilizzo del metodo Pilates: un metodo che oggi sfrutta anche le conoscenze mediche e riabilitative sviluppate successivamente alla sua morte e che lo rendono unico e completo nel suo genere.