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Analisi di alcuni parametri bioimpedenziometrici nei cestisti

  • di Giuseppe Ferruccio
  • 15 settembre 2018

L o studio condotto in questo elaborato è focalizzato sull'utilizzo della BIA in uno sport di squadra: la pallacanestro. Lo scopo è verificare se esistono delle correlazioni tra i dati raccolti e analizzati dalla BIA in tre periodi chiave della stagione cestistica (pre-season, regular-season e play-off) e la performance durante le partite di una squadra di pallacanestro che milita nel campionato di serie B.
La squadra presa come campione per i test è la Gessi Valsesia Basket. La bioimpendenziometria permette di risalire alla composizione corporea dell’atleta, utilizzando il concetto secondo il quale i tessuti biologici offrono una diversa resistenza al passaggio di corrente elettrica.
I parametri che possono essere indizi di uno stato fisico ottimale sono:

  1. l'angolo di fase (PA), dall'inglese Phase Angle è il rapporto lineare tra resistenza e reattanza in circuiti seriali o paralleli.
    Per definizione è lo sfasamento tra intensità e tensione di corrente in un circuito a corrente alternata, dove vi sia un elemento di dissipazione (Rz) e uno di accumulo (Xc). L’angolo di fase è proporzionale alla massa cellulare e inversamente proporzionale all’idratazione. Nel corpo umano esprime le proporzioni intra- ed extra-cellulari. In un essere umano in condizioni fisiche normali, l'angolo di fase oscilla tra 6° e 8°;
  2. massa cellullare corporea (BCM), ossia la parte metabolicamente attiva dell’organismo che espleta tutto il lavoro funzionale; è il “motore” del corpo in cui avvengono tutti i principali processi metabolici: dal consumo di ossigeno, all’ossidazione del glucosio fino alla sintesi proteica. È la parte viva e attiva dell’organismo.

Koury et al. (2014) hanno condotto uno studio sull’angolo di fase (PA) e vettori di impedenza bioelettrica (BIVA) in adolescenti (n = 105, 12-19 anni) e in atleti maschi adulti che praticano vari tipi di sport (n = 90, 20-50 anni). L’analisi bioelettrica (BIA) è stata eseguita con un analizzatore di impedenza tetrapolare in singola frequenza dopo che gli atleti avevano riposato per 8 ore durante la notte. PA presenta correlazioni (P < 0.01) con indice di massa corporea (r = 0.58) in tutti gli atleti e anche con gli adolescenti (r = 0.63). Gli adolescenti con bassa PA sono per lo più giocatori di calcio e basket. Circa l’80% degli atleti erano nel 95° percentile dell’ellissi di tolleranza e nei quadranti coerenti con un’adeguata massa cellulare del corpo e acqua corporea totale. Gli atleti adolescenti all’esterno dell’ellisse (95° percentile) sono esclusivamente giocatori di calcio e basket, che hanno mostrato segni di ritenzione idrica e una riduzione della massa cellulare. Il continuo e costante allenamento degli atleti ha cambiato i parametri funzionali di idratazione. PA negli atleti può dipendere dallo sport praticato. La figura 1 racchiude, per sport pratico, le macro-aree degli atleti col rispettivo angolo di fase. Sul Biavector sono state identificate aree di confidenza diverse in base al tipo di sport. Negli atleti di pallacanestro si tiene in considerazione la struttura corporea del soggetto perché influenza la misura elettrica per lunghezza degli arti e distribuzione della massa muscolare. L’angolo di fase può essere utile per valutare il livello di allenamento e la risposta allo stesso dell’atleta in funzione del tempo.

MATERIALI E METODI

Nel lavoro svolto durante la stagione agonistica 2016-17, con la squadra Gessi Valsesia Basket, militante nel campionato di serie B, ho collaborato a stretto contatto con lo staff atletico. I periodi che ho ritenuto fondamentali per inquadrare lo stato di salute della squadra e del singolo atleta sono stati:
1. alla fine della pre-season, il 15-09-2016;
2. nella pausa natalizia della regular season, il 14-12-2016;
3. a ridosso dei play-off, 05-04-2017 (tabelle A e B).

L'aspetto fisico può essere studiato grazie alla BIA e al grafico vettoriale, oltre al Biagram. Le partite prese in considerazione sono quelle a ridosso delle misurazioni fatte con la BIA. Il primo obiettivo è verificare se, nell’arco della stagione, PA e BCM siano cambiate in risposta agli stimoli degli allenamenti (tabella C).

In tabella C, i dati calcolati con il Test-T. Sono stati confrontati i valori di PA e BCM nei mesi di settembre, dicembre e aprile. C’è una differenza statisticamente significativa per il PA, in tutti i confronti eseguiti (p < 0,005).
I dati analizzati sulla BCM non esprimono una chiara differenza significativa se si considerano i mesi di settembre/dicembre e dicembre/aprile. Ma se si analizza l’intera stagione è evidente come la squadra abbia delle differenze significative (15/09 – 5/04 p < 0,005).
Nel dettaglio, la lettura dei valori della BCM da un punto di vista metodologico dell’allenamento di una squadra di cestisti, può aiutare a capire come le differenze siano molto significative se si considera un lasso di tempo lungo come settembre-aprile. Questo perché settembre è il mese dove la squadra aveva finito la preparazione atletica, eseguito un buon numero di amichevoli ed era pronta per affrontare il campionato. Confrontare la BCM del mese di settembre con quello di dicembre e notare pochi cambiamenti può essere indice di stabilità, il che è positivo visto che lo scopo di un preparatore è quello di mantenere i giocatori in una fascia media che permetta di valorizzare la loro performance. Analogo commento può essere fatto se si paragonano i mesi di dicembre e aprile. Differenze vi sono, ma non significative. Quindi la conclusione verte sulla variabile tempo.

La squadra è cambiata, è migliorata qualitativamente e i valori della BCM sono diversi. La fotografia del gruppo, infine, dice che la struttura molecolare e biochimica dei giocatori si è modificata nel lungo periodo, ma – paragonando i valori nel breve periodo – è stabile e non è mai peggiorata. Il secondo obiettivo era ricercare se vi fossero delle correlazioni tra PA, BCM e IE. L’ipotesi è la seguente. Se la squadra si presenta fisicamente in un buono stato fisico/salute, può incidere sulla performance complessiva. Se il giocatore ha alti livelli di PA e BCM la prestazione ne risente.
Nella tabella D, con il coefficiente di Pearson, sono state calcolate le correlazioni tra PA/IE, BCM/IE e PA/BCM. I dati indicano che esiste una correlazione tra PA/BCM in tutto l’arco della stagione. Esiste una correlazione tra la BCM/IE. Le correlazioni calcolate per PA/IE del 15-09-2016 risultano negativa (-0,24) e nulle per la misurazione del 14-12- 2016 (0,01). L’unica correlazione trovata tra queste variabili è nella partita del 05-04-2017. In conclusione la correlazione tra PA/IE ha un andamento negativo all’inizio della stagione per poi andare in positivo nell’ultima parte dell’annata. Per l’analisi di Pearson sono stati inclusi solo i giocatori che hanno giocato nelle gare prese in esame. Nel Test-T sono stati inclusi tutti i giocatori.

CONCLUSIONI

I test hanno evidenziato un aumento progressivo del PA e della BCM con valori molto alti. In riferimento allo studio condotto da Koury et al. (2014) i giocatori di pallacanestro si trovano all’interno della prima ellisse di confidenza, in condizione di normoidratazione. Questa la situazione riscontrata nelle tre giornate dei test (figura 2). Le considerazioni che si traggono dallo studio condotto in questo elaborato e da quello da Koury et al. (2014) consente agli operatori di avere un confronto relativo allo sport analizzato. In questo caso, ciò che si riscontra durante l’analisi dei parametri BIA, è che nella prima parte di stagione molti atleti erano in una condizione paritaria rispetto allo studio di Koury. Questa situazione è mutata nel corso della stagione e i valori di PA e BCM dei giocatori sono cambiati, spostando i vettori verso sinistra, con alcuni soggetti in condizione di disidratazione. Aumentare i valori di PA e BCM è estremamente positivo e, in questo caso, è indice di una buona forma fisica; tuttavia, questa condizione rimane tale se il livello di idratazione è nella fascia centrale del Biavector. Il Test-T ha mostrato un differenza statisticamente significativa per il PA in tutti i confronti eseguiti (p < 0,005). La BCM, se confrontata nel breve periodo, non mostra differenze significative, ma – se si analizza l’intera stagione – il cambiamento è evidente e la squadra è cambiata rispetto all’inizio del campionato (tabella C). Come mostra la tabella D, esistono delle correlazioni positive tra PA/IE, BCM/IE e PA/BCM. Infine sarebbe utile creare per ogni singolo atleta e per la squadra un’ellisse di confidenza. Questo necessita di più misurazioni, con cadenza trimensile (2° meeting annuale, Convegno body composition conference 2017), in modo tale da accumulare più tracciati e più misure nell’arco della stagione (un esempio in figura 3). Consentirebbero un’analisi ancora più specifica e permetterebbero di verificare i progressi per atleta. Lo stato fisico dei giocatori, infine, influenza la performance sul campo anche se quest’ultima è il risultato di una serie di fattori inerenti allo sport praticato. Non solo capacità fisiche, ma anche tecniche. Il test BIA, attraverso l’analisi dei dati, fornisce un quadro completo da un punto di vista fisico. In conclusione, la BIA offre una serie di dati, concreti, utili e quantificabili per squadra e per atleta. Avere a disposizione un gruppo da un punto di vista fisico al massimo permette allo staff tecnico di scegliere i giocatori migliori conoscendo le loro condizioni fisiche grazie al test BIA.

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